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IL MESSAGGIO DI NEXT GENERATION: “Bologna Migra”

IMG_4085Molte città in Italia, come Bologna, stanno subendo una trasformazione sia urbana
sia sociale. Molte aree vengono ampliate, modernizzate, e arricchite, sempre più
zone diventano residenziali. Il panorama etnico si sta espandendo. Sempre più
persone si spostano dai loro paesi, per molteplici motivi (tra i quali soprattutto
guerre e povertà ma anche studio e lavoro), per stabilirsi in altri.

E così le popolazioni sono sempre più varie. Queste persone che arrivano sentono la
necessità di sentirsi vicini alle persone locali, di sentirsi parte della società e di
essere utili per essa. Quindi compito delle città dovrebbe essere quello di offrire agli
immigrati adeguate possibilità di integrarsi e i cittadini dovrebbero aprire le loro
menti a nuove culture e aiutare le persone straniere. Per esempio, molto importanti
per i giovani che arrivano sono: i consultori, dove i ragazzi e le ragazze possono
imparare i modi di vivere delle persone del luogo dove si sono ristabiliti, in modo da
sentirsi a loro agio ed essere meglio accettati, e imparare riguardo alla sessualità e
avere una risposta alle loro domande; e nelle scuole un progetto di
alfabetizzazione, che una volta non era offerto, e un tutor che accompagna ad
integrarsi con gli altri ragazzi.

IMG_4269A Bologna un esempio del territorio e della società che cambiano lo abbiamo col
quartiere della Bolognina, dove abbiamo fatto il nostro tour con l’associazione Next
Generation Italy. Grazie a questo tour urbano abbiamo avuto una “nuova visuale”
del luogo in cui viviamo: per esempio abbiamo scoperto che il “teatro Testoni dei
ragazzi” era prima una casa del fascio; oppure che alcuni scorci della nostra città
sono simili a quelli delle città in Eritrea (perché durante la “seconda guerra
mondiale” l’Eritrea è stata colonizzata dai fascisti). In questo tour abbiamo anche
sentito le testimonianze di ragazzi stranieri arrivati in Italia da bambini, che sono
cresciuti in Italia e appartengono quindi alla seconda generazione.

Abbiamo
conosciuto le loro esperienze e le loro sensazioni una volta arrivati, così ora
sappiamo come le persone che giungono nel nostro paese hanno bisogno di sentirsi
parte della nostra società.

Di   Francesca Turchi
Dario Zecchin
Sofia Grande
Gabriele Perachiotti

FIORENTINI LETIZIA 3°P – LICEO FERMI

IMG_4168Venerdì 13 Novembre siamo stati guidati nel quartiere più multiculturale di Bologna, la Bolognina, da delle persone immigrate facenti parte di un’associazione che ha il nome di Next Generation Italy

Molto interessante è stata la storia della ragazza albanese che ci ha raccontato la sua vita partendo dalla fuga dall’Albania fino ad arrivare alla situazione attuale.

E’ stato molto toccante perché siamo entrati in contatto con la dura verità che purtroppo ha costretto questa ragazza a scappare dal suo paese.

Una cosa mi è piaciuta molto del suo discorso, l’essere curiosi. Bisogna aumentare la nostra curiosità per restare dinamici con il pensiero e per essere a conoscenza della realtà. Non dobbiamo vergognarci di fare domande, di avere la mente aperta e di conoscere anche ciò che non è alla nostra portata di mano.

Dobbiamo renderci partecipi della vita, essere al corrente delle situazioni e aumentare la nostra voglia di imparare.

Non dobbiamo abbatterci ancor prima di provare a realizzare la nostra volontà, la vita va vissuta nel modo migliore per noi. Dobbiamo avere il coraggio di tentare, di sperimentare e di ESSERE CURIOSI.

Ringrazio molto questa associazione per la disponibilità e per le cose che mi ha insegnato facendomi conoscere mondi e realtà che non pensavo fossero così vicine a me.

 

Bolognina : una passeggiata multiculturale

IMG_4107Ci siamo recati davanti a Porta Galliera per cominciare una
passeggiata che ci avrebbe portato nel quartiere “Bolognina”, uno dei più
multiculturali di Bologna. A farci da guida c’erano tre ragazzi immigrati che fanno
parte di quella che noi chiamiamo seconda generazione, ovvero, persone che sono
nate e/o cresciute in un paese diverso da quello originario. La passeggiata è stata
molto interessante perché siamo venuti a conoscenza di situazioni che spesso si
ignorano, oppure che vengono interpretate in modo sbagliato. Una delle nostre
guide ci ha spiegato che è arrivata in Italia per la guerra, di come fosse vivere nei
“campi profughi” e di come avesse lottato per andare a scuola. Ci ha fatto riflettere
molto su delle cose che noi diamo per scontate come, ad esempio, il diritto allo
studio. Mentre passeggiavamo ci siamo trovati davanti ad un poliambulatorio e
l’altra nostra guida Sid, ci ha detto quanto siano importanti questi luoghi per chi ha
problemi di salute e quanto sia possibile imparare all’interno di queste strutture. Ci
è anche stata presentata la figura del “mediatore culturale” ovvero una persona che
conosce una determinata cultura, (oltre quella italiana) e che riesce ad interpretare
nel modo corretto i comportamenti di persone appartenenti a paesi diversi. Una
figura del genere è importante perché evita che si creino disguidi a causa di
tradizioni diverse e permette che tutti si sentano a proprio agio, creando un’armonia
che non è sempre facile stabilire.

IMG_4186Ci hanno fatto, inoltre, annusare due differenti
barattoli che contenevano spezie diverse, riconoscerle non è stato facile e questo ha
dimostrato quanto poco conosciamo le culture diverse dalla nostra e quante cose si
possono imparare utilizzando semplici oggetti. Sid ci ha spiegato di aver frequentato
una scuola italiana nel suo paese originario (Eritrea) e di quanto si sentisse italiano,
purtroppo è stato smentito una volta arrivato in Italia, infatti, veniva comunque
discriminato sebbene avesse una cultura esattamente uguale alla nostra. Questa è
una cosa molto triste, dimostra quanto siamo di mentalità chiusa e poco propensi a
dare l’opportunità a persone straniere di dimostrare il loro valore, tendiamo sempre
a generalizzare ed etichettare come “delinquente” una persona immigrata. I
delinquenti ci sono in tutte le culture, come ci sono persone disposte a lavorare e se
noi non cominciamo a dare un’opportunità a tutti, non si chiarirà mai questa
situazione. Verso la fine ci hanno mostrato delle foto e ci hanno chiesto di capire di
quali luoghi si trattasse, la maggioranza di noi era convinta che fossero foto che
ritraevano città italiane, poco dopo ci hanno spiegato che erano foto dell’Eritrea.

IMG_4208Quasi nessuno si aspettava una rivelazione del genere, a dimostrazione del fatto che
sappiamo davvero poco di queste realtà. Concludendo posso dire che è stata una
passeggiata davvero interessante, pregna di significato e che mi ha lasciato molti
spunti su cui riflettere, ho capito che il vero problema, purtroppo, è l’ignoranza. Noi
critichiamo, insultiamo, abbiamo dei pregiudizi perché ignoriamo le cose, le culture
e non vogliamo vedere, quando tutti noi ce ne renderemo conto il mondo si potrà
davvero definire “un posto migliore”. Termino con la frase che potrà sembrare
scontata, ma che esprime perfettamente quello che penso :
Tutti parlano di pace, ma non si può realizzare la pace all’esterno se si coltivano nel
proprio animo la collera o l’odio“.
Dalai Lama

Arianna Paolini 3P

13 Novembre 2015

Il progetto Migrantour vuole mostrare ai ragazzi la ricchezza delle diversità culturali
esistenti nella società, proponendo delle visite guidate nel quartiere Bolognina nella
città di Bologna e delle testimonianze dirette di immigrati di prima e seconda
generazione.

L’esperienza della nostra classe si è svolta nel modo sopra illustrato: abbiamo
esplorato la zona della Bolognina e ci sono stati momenti di spiegazione e di
testimonianze degli accompagnatori interculturali.
In particolare una delle guide ci ha raccontato la sua storia: è un’immigrata di seconda
generazione che viene dall’Albania. È arrivata in Sud Italia all’età di undici anni e per
un anno è stata in un campo profughi, senza però aver ricevuto istruzione. Dopo di che
è arrivata a Bologna, dove ha sostenuto gli studi che l’hanno portata alla Laurea.

IMG_4099Ci sono stati illustrati i cambiamenti che il territorio della Bolognina sta subendo: la
ferrovia è stata rinnovata e migliorata. Si sta cercando di dare più valore a questa
zona di Bologna, dove spesso vengono organizzate attività pubbliche alle quali tutti
possono partecipare. Sempre in questo quartiere è situato un museo, al cui interno è
stato riprodotto l’aereo che partì da Bologna e che era diretto a Palermo e che cadde
a Ustica nel 1980 provocando 81 morti.

Ci hanno parlato dell’integrazione (che è il processo attraverso il quale il sistema
acquista e conserva un’unità strutturale e funzionale, pur mantenendo la specificità
culturali, sociali, religiose dei soggetti) di queste persone migranti che arrivano
dall’estero, trovandosi poi in una realtà completamente sconosciuta, non conoscendo la
lingua del Paese ospitante. Vengono quindi spesso accolti in questi centri di accoglienza
dove vengono curati e assistiti.

Poi ognuno può continuare il suo viaggio e stabilirsi in una nuova città, dove spesso sono
collocati Consultori per le famiglie e per chi ha bisogno di assistenza.
Gli immigrati non godono della cittadinanza italiana anche se si sono stabiliti da anni in
Italia. Per esempio, i figli degli immigrati hanno la possibilità di averla solo dopo
diciotto anni che risiedono nello stesso Paese. Ora però, sembra che ci sia in atto un
cambiamento di questa legge a favore degli immigrati.
Siamo poi arrivati infine a Piazza dell’Unità, nel cuore della Bolognina, dove durante la
Seconda Guerra Mondiale un gruppo di partigiani si batté contro i soldati fascisti. I
partigiani furono uccisi e in loro memoria è stata dedicata un’opera con sopra incisi i
loro nomi.

IMG_4103Tra le altre tappe ci siamo soffermati davanti: al Teatro Testoni, ancora oggi scuola
celebre e prestigiosa di Teatro a Bologna; al nuovo Comune, in Piazza Liber Paradisus;
al mercato del quartiere, dove la guida proveniente dall’Eritrea ci ha fatto annusare
due delle spezie tipiche della cucina del suo popolo, la cannella e la paprika.
In generale è stata un’esperienza molto utile sia a livello formativo che a livello di
arricchimento personale. Le testimonianze sono state molto interessanti e
soprattutto ci hanno permesso di conoscere nuove realtà, esperienze, costumi e punti
di vista.

Alunni della classe 3^P Liceo Fermi, Bologna

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